Le 3 caratteristiche principali per valutare il vino come un sommelier.

da | Mar 1, 2018 | Consigli utili

Valutare un vino non è una cosa semplice. Certamente possiamo affidarci ad un sommelier per un’analisi più approfondita, oppure possiamo frequentare noi stessi un corso. Tuttavia, per comprendere se il vino che abbiamo nel calice è di qualità, leggendo questo articolo possiamo comprenderne le basi. Di seguito le 3 caratteristiche delle quali tutti possiamo tenere conto quando abbiamo tra le mani una bottiglia di vino.

Il colore

Innanzitutto è importante capire che la qualità di un vino non dipende prettamente dalla sua colorazione. Questa, infatti, deriva da diversi fattori: la varietà d’uva, la zona di provenienza, il grado di maturazione… Fondamentale è che non ci siano velature nel vino, ma che goda di una buona limpidezza. Il colore, poi, varierà dal più brillante per i vini più giovani alle tonalità più ambrate o aranciate per i vini più maturi, a seconda che siano bianchi o rossi.

Gli aromi

La complessità aromatica nei vini è decisamente vasta, ed ognuno di noi possiede un bagaglio di profumi personale, cosicché l’analisi di questi elementi può divenire anche soggettiva. Ciò nonostante, troveremo al naso note floreali, nei vini giovani, e di frutti, a polpa bianca nei vini bianchi e a polpa rossa o di bosco nei rossi, fresca e croccante nei vini giovani e più matura, di marmellata o candita in quelli più maturi. Con l’evoluzione si arricchiranno, inoltre, di note tostate e speziate, soprattutto dopo passaggi in legno. Altre gamme di profumi possono essere ricondotte ad aromi vinosi, aromatici, fragranti, erbacei, minerali ed eterei.

Gusto ed equilibrio

Al gusto, invece, possiamo distinguere la morbidezza data dagli zuccheri e/o dagli alcoli e polialcoli (la glicerina), dalla durezza data dagli acidi, dai tannini e dalle sostanze minerali. L’importante è trovare fra questi elementi un buon equilibrio, che, comunque, evolverà a seconda della maturità del vino, favorendo la durezza nei vini giovani e la morbidezza nei vini maturi, mentre è ben bilanciato nei vini pronti.

Una volta conosciute quali sono le principali caratteristiche da tenere in considerazione per esaminare un vino, si passa alla pratica. In questo caso, la memoria gioca un ruolo fondamentale. All’olfatto, per esempio, riconoscere un aroma con precisione potrebbe non risultare immediato. Per una valutazione basilare possiamo iniziare riconoscendo la categoria di appartenenza dei profumi, per poi allenarci durante la quotidianità ad annusare fiori, frutti, spezie, erbe, cibi (miele, pane, burro…), cosmetici (cipria, smalto per unghie…) e memorizzarne il profumo. E chi più ne ha, più ne metta!

Infine l’assaggio. Non stancatevi mai di scoprire prodotti diversi: uve diverse, zone di provenienza diverse, annate diverse. E comparate. Potrebbe essere interessante assaggiare lo stesso vino della stessa azienda di annate diverse, come lo stesso vino della stessa annata proveniente, però, da zone ed aziende diverse. Favorite le piccole-medie aziende, che non creano prodotti standardizzati per il mercato, ma che lasciano scegliere all’uva cosa diventare, fornendole solo tutte le cure e l’amore necessario. Così, ad ogni vendemmia, troverete la mano di quello stesso vignaiolo e l’originale di ogni suo vino.

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