ECCO COSA SI NASCONDE DIETRO L’ETICHETTA DEL VINO

da | Dic 1, 2017 | Consigli utili

Una cena importante, un regalo ad una persona cara o semplicemente la voglia di assaporare un vino di qualità: sono queste le circostanze che ti portano ad aggirarti con aria perplessa tra gli scaffali della tua enoteca di fiducia. La scelta della bottiglia giusta, il più delle volte, è un’impresa ardua, soprattutto per chi non è preparatissimo in materia. Normalmente, e siamo sicurissimi che anche a te sia capitato lo stesso, quello da cui ti fai convincere è: packaging del prodotto (colori e grafica utilizzate per l’etichetta, per capirci) e prezzo. Eh sì… perché portare a casa una bottiglia esteticamente bella e dal prezzo alto ti garantisce di avere un prodotto di qualità!!! Sbagliato… anzi sbagliatissimo. Ricordati che, così come l’abito non fa il monaco, nemmeno il colore della carta scelta è un elemento discriminante che ti deve guidare nella decisione.

Se valuti solo questi elementi, difatti, le tue papille gustative, o quelle della persona a cui vuoi regalare la bottiglia, potrebbero non essere soddisfatte.

Ma allora, come fare a scegliere correttamente per non rischiare di incappare in questi sbagli? Facile: non guardare semplicemente l’estetica dell’etichetta… ma leggila! L’etichetta di un vino è la sua carta d’identità, ed è in grado di dirti e spiegarti molte delle cose che dovresti sapere sul contenuto della bottiglia! Dalla zona di provenienza alla varietà di uve utilizzate, dall’annata al metodo di produzione, dalla presenza di eventuali allergeni alla temperatura consigliata di servizio… e qualcuno inserisce addirittura gli abbinamenti consigliati. Diciamo, dunque, che leggere l’etichetta è un po’ come essere sicuri di non cacciarsi in un appuntamento al buio in cui si ha l’incognita di chi si presenterà! E diciamocelo… può andare bene… ma il più delle volte non è così.

Ovviamente, leggere e saper leggere un’etichetta non sono esattamente la stessa cosa: ecco perché abbiamo pensato di darti le nozioni di base che ti aiutino e guidino verso il giusto acquisto. Da amanti del vino, ancor prima che da produttori, sappiamo quanto sia spiacevole versare in un calice un prodotto di bassa qualità sperando, invece, che sia tutt’altro. E credici che succede a tantissime persone: soprattutto a coloro che millantano una conoscenza approfondita nel settore solo per impressionare gli amici. Quindi non sentirti solo o impreparato se al momento della scelta di un vino non sai proprio dove sbattere la testa… sei in ottima compagnia.

Il primissimo, se non il più importante, elemento che devi individuare e verificare è che denominazione di origine del vino e zona di imbottigliamento siano le medesime: non è sufficiente fare affidamento solo sulle aree di provenienza dell’uva. Un Nero d’Avola che sul retro inserisce come provincia di imbottigliamento Verona o Milano, ad esempio, dovrebbe farti insorgere qualche domanda.

Ma facciamo un passo per volta! Perché non vogliamo dare per scontato nessun concetto! Cosa si intende per denominazione di origine? Come definito nel Regolamento UE: il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese, la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico, inclusi i fattori naturali e umani, e la cui produzione, trasformazione ed elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata. Chianti, Barbera del Monferrato, Amarone della Valpolicella, Isonzo del Friuli…

DOC e DOCG, attualmente racchiusi in un’unica sigla DOP (Di Origine Protetta), sono senz’altro garanzia di qualità e sanciscono il fatto che, oltre all’origine geografica controllata, rispettano tecniche di produzione che ne condizionano le particolarità e la qualità, come la produzione limitata delle uve. Gli IGT (Indicazione Geografica Tipica), invece, rispettano requisiti meno restrittivi: la loro produzione avviene in una precisa area geografica, ma le uve possono provenire solo per l’85% da essa e le rese per ettaro sono molto più alte, preferendo la quantità. Possiamo intenderli come primo step che separa i vini così detti da tavola, da quelli con indicazione di origine.

Questa prima distinzione, dunque, dovrebbe già darti una mano ad effettuare una prima scrematura delle bottiglie che devi valutare.

Tieni presente, però, che la denominazione d’origine non è sinonimo di qualità del vino, ma solo della provenienza dell’uva. La vera differenza la fanno, oltre all’annata, le tecniche agronomiche utilizzate nella produzione e, soprattutto, quelle di vinificazione e di imbottigliamento. Quando leggi “imbottigliato da ICQRF…” seguito da un codice, per esempio, devi sapere che dietro a questa bottiglia ci sono grandi commercianti che realizzano numeri immensi di bottiglie miscelando partite differenti. E’ meglio puntare sui prodotti che riportano: “Integralmente prodotto e imbottigliato da…” oppure “Imbottigliato all’origine da…”, ti danno la garanzia di bere un vino che è stato seguito, curato e realizzato interamente nella stessa azienda.

Concludendo, quando ti capiterà di essere di fronte ad uno scaffale pieno di bottiglie ricordati di:

  • dare importanza a chi ha imbottigliato il prodotto privilegiando il produttore piuttosto che un terzo imbottigliatore
  • cercare la zona di provenienza dell’uva e il luogo di lavorazione
  • verificare che siano specificati i vitigni.

Ovviamente, il gusto personale e gli abbinamenti che farai con il prodotto scelto sono le discriminanti finali che renderanno completamente piacevole o meno la degustazione del vino acquistato. Proprio per questo motivo, se ne hai la possibilità perché vivi in una zona vicino al produttore, ti consigliamo di andare a fargli visita, o altrimenti di visitare il sito internet dell’azienda. Una chiacchierata con chi quel vino lo produce, potrebbe darti la possibilità, con degli assaggi guidati, di individuare il più adatto a te, e una conoscenza più mirata sugli accostamenti culinari consigliati.

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